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Le legionellosi

 Le legionellosi si presentano con varie manifestazioni cliniche e mostrano ampie oscillazioni da forme completamente asintomatiche, a sindromi febbrili (Febbre di Pontiac) e a polmoniti a decorso rapidamente progressivo e con elevata letalità (malattia del legionario). Il paziente è tipicamente affetto da una polmonite di gravità tale da richiedere generalmente l'ospedalizzazione.

La malattia del legionario

Essa si presenta con un inizio brusco dopo un'incubazione che varia da 2 a 10 giorni: è sovente accompagnata da problemi extra-respiratori, in particolare gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali) e renali. Le complicazioni più frequenti sono in primo luogo l'insufficienza respiratoria e renale come pure complicanze neurologiche e cardiache. La malattia del legionario rappresenta da 1 a 5% delle polmoniti negli adulti e il suo tasso di attacco è stimato attorno all'1,5%. La mortalità in assenza di trattamenti antibiotici varia fra il 10 e il 25%.
Le persone particolarmente esposte alla legionellosi sono i malati immunodepressi (pazienti che hanno subito trapianti d'organi, pazienti oncologici in cure intense), i diabetici, pazienti con malattie polmonari croniche e fumatori. Il rischio è nettamente maggiore a partire dai 50 anni e gli uomini sono più spesso colpiti delle donne.
Il sospetto di legionellosi polmonare si pone in presenza di grave polmonite febbrile non preceduta da gravi sintomi respiratori che si manifesta in soggetti a rischio (anziani, debilitati, immunodepressi, ospedalizzati). Spesso si osservano complicazioni in altri organi, nonché il fallimento di un trattamento antibiotico con beta-lattami e l'assenza di batteri patogeni tipici nell'espettorato.
In modo particolare nel periodo estivo è importante considerare la legionellosi nella diagnosi differenziale in soggetti che presentano anamnesi epidemiologica di recenti ricoveri ospedalieri o di soggiorno in attrezzature alberghiere o bagni termali. Nei casi tipici, alla scarsità di segni fisici corrisponde un esteso quadro radiologico. La polmonite da Legionella ha lenta risoluzione radiologica (infiltrati visibili anche mesi dopo la guarigione clinica).

La febbre di Pontiac

Le legionelle provocano anche una forma attenuata d'infezione, detta febbre di Pontiac, dal nome della città in cui è avvenuto il primo episodio descritto nel 1978. Si tratta di una malattia ti tipo influenzale caratterizzata da febbre alta senza coinvolgimento polmonare che colpisce anche individui sani. Si osserva un tasso di attacco del 95% e tutte le categorie d'età possono venire toccate. Dei casi di febbre di Pontiac in bambini sono stati descritti in Scozia. La febbre di Pontiac guarisce spontaneamente in pochi giorni senza trattamento specifico. Le specie di Legionella implicate nella malattia del legionario e nella febbre di Pontiac sembrano essere identiche. Il fatto che un'infezione da Legionella possa causare due forme cliniche diverse è abbastanza curioso: fattori determinanti sembrano essere lo stato di salute dell'ospite al momento dell'infezione, il grado d'esposizione al germe, e il grado potenziale di virulenza del ceppo batterico.

Le legionelle possono provocare altre forme extrapolmonari come ad esempio encefaliti, miocarditi, peritoniti, coliti e l'infezione di ferite chirurgiche. Una batteriemia è inoltre osservata nel 20% dei casi gravi di legionellosi.

Terapia

Storicamente, l'eritromicina era l'antibiotico di scelta, ma i nuovi macrolidi, in particolare azitromicina, claritromicina e roxitromicina, hanno dimostrato una maggiore attività in vitro e una penetrazione intracellulare superiore.

Anche i chinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina) hanno dimostrato un'ottima penetrazione intracellulare e una buona attività in vitro e sono particolarmente raccomandati per il trattamento di legionellosi in pazienti che hanno subito un trapianto.
La rifampicina è consigliata per il trattamento dei casi gravi in associazione con un macrolide o un chinolone. Meno efficaci, ma comunque già utilizzati con successo, sono le tetracicline e il cotrimoxazolo.
Dal momento che non tutti gli antibiotici sono ugualmente efficaci contro le legionelle, è importante stabilire una diagnosi precoce e corretta.

Trasmissione

L'infezione è trasmessa per inalazione di aerosol contenenti delle legionelle o dalla microaspirazione di acqua contaminata. Sistemi generanti aerosol come torri di raffreddamento, apparecchi respiratori, umidificatori, condizionatori d'aria e idromassaggi, come pure i sistemi d'acqua potabile sono stati associati alla trasmissione della malattia del legionario. Una trasmissione interumana non è finora conosciuta.